Usare la mobilità per progettare la città
Roma Continua
NET Engineering, insieme a IT’S Vision, OMA, OKRA landscape architects e ad altri partner, ha vinto il concorso “A Vision for Rome”, organizzato dalla Fondazione Roma REgeneration per raccogliere proposte volte a definire una nuova visione per la Capitale.
La proposta, Roma Continua, si allontana dalle logiche di espansione e dispersione urbana, dando priorità a corridoi verdi, nodi intermodali della mobilità e al riuso adattivo del patrimonio esistente.
Con Roma Continua, NET Engineering ha messo le proprie competenze al servizio di una visione integrata della città, in cui la mobilità diventa un motore della trasformazione urbana.
Roma sfugge alle categorie consuete con cui si interpretano le grandi metropoli europee. Con oltre 1.200 km² di superficie, la Capitale ha dimensioni paragonabili a città globali come Londra o Grand Paris, ma senza la stessa densità. La popolazione è distribuita in modo rarefatto e disomogeneo, con ampie porzioni di territorio urbanizzato a bassa intensità e vaste aree intercluse tra edificato, infrastrutture e spazi aperti.
Roma può quindi essere letta come una “Londra vuota”: una città con un perimetro metropolitano esteso, ma priva della continuità insediativa e della massa critica necessarie a rendere efficienti sistemi di mobilità ad alta capacità. Ne deriva una prima incongruenza strutturale: una città grande come una metropoli globale, ma con densità e domanda di spostamento assimilabili a quelle di un insieme di città medie giustapposte.

La bassa densità rende difficile sostenere una rete capillare di trasporto pubblico, mentre l’elevata estensione territoriale allunga le distanze medie degli spostamenti. Il risultato è un sistema fortemente sbilanciato sull’uso dell’automobile privata, esito strutturale di un modello urbano disperso nel quale tempi, frequenze e livelli di accessibilità del trasporto collettivo faticano a competere. A questa prima incongruenza se ne affianca una seconda: la sovrapposizione tra una città storica iper-densa e un territorio periferico iper-esteso, interconnessi prevalentemente da infrastrutture radiali a debole maglia trasversale.
In tale contesto, l’accessibilità a servizi, lavoro e funzioni urbane dipende dalla possibilità concreta di spostarsi efficientemente tra comparti urbani che operano secondo logiche di densità e flusso differenti. Ne risulta una condizione di accessibilità fortemente diseguale.
Roma non è quindi soltanto una città “con problemi di traffico”, ma un organismo in cui mobilità e accessibilità rendono manifeste le contraddizioni del modello insediativo. Le incongruenze tra estensione territoriale, densità abitativa e dotazione infrastrutturale rappresentano vincoli strutturali che condizionano ogni tentativo di riorganizzazione del sistema dei trasporti.
In questo quadro si inserisce il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS), approvato nel 2024, che prevede scenari di progressiva implementazione capaci di incidere significativamente sull’accessibilità dei luoghi e sulla ripartizione modale degli spostamenti.
In particolare:
Lo scenario delineato dal PUMS costituisce il punto di partenza della ricerca, che ne assume il quadro infrastrutturale come dato consolidato e oggetto di valutazione per comprenderne gli impatti sul territorio.
L’attenzione si sposta così dalla rappresentazione dei fenomeni di mobilità attuali alla capacità del nuovo assetto infrastrutturale di generare opportunità inedite di mobilità e sviluppo urbano. La ricerca non mette in discussione il quadro infrastrutturale del PUMS,
ma si interroga su come esso possa diventare materia progettuale per ripensare Roma a partire dalla sua rete: non soltanto come sistema tecnico di trasporto, ma come infrastruttura spaziale capace di orientare trasformazioni urbane, insediative ed economiche. Roma si conferma come una città plurale: insieme distanza e prossimità, luogo centripeto e policentrico, natura e costruito, archeologia e riuso. Le infrastrutture esistono già, sono estese e articolate, e i loro nodi di scambio configurano una rete potenzialmente continua.
Strategia
La visione di “Roma Continua” nasce da questa consapevolezza. Le infrastrutture di mobilità costituiscono il punto di partenza e al tempo stesso la leva per costruire una città più accessibile, equa e leggibile. Una città in cui la continuità non è data dalla densità edilizia, ma dalla qualità delle connessioni, dalla prossimità funzionale e dalla possibilità di muoversi efficacemente tra quartieri, ambiti inter-quartiere e area metropolitana.
La strategia si fonda sull’individuazione degli ambiti dell’abitare e sulla valutazione della loro accessibilità.
Si riconoscono tre ambiti principali:
Area urbana e metropolitana
Con riferimento all’area urbana e metropolitana vengono individuate tre azioni:
- il sistema dei cinque Fori – Togliatti, Appia, Magliana, Cornelia, Tor di Quinto – rafforza nodi di scambio esistenti e ne introduce di nuovi, configurandosi come motore di trasformazione urbana;
- il collegamento tra i cinque Fori attraverso un corridoio multimodale si configura come un servizio di distribuzione circolare intermedio tra anello ferroviario e GRA;
- le nuove stazioni ferroviarie – Statuario, Cornelia, Tor di Quinto, Zama – vengono reinterpretate secondo i principi del Transit-Oriented Development come dispositivi di trasformazione urbana.
Contesti locali e interquartiere
Per i contesti locali e interquartiere si prevedono:
- nuovi ambiti di sviluppo collocati negli interstizi urbani;
- interventi di ricucitura rispetto ai “tagli” prodotti dalle grandi infrastrutture;
- nuove infrastrutture di accesso agli ambiti di rigenerazione e riuso.
Nel loro insieme, queste azioni delineano una Roma diversa da quella attualmente percepita: una città continua, in cui corridoi ecologici e turistici diventano chiavi interpretative per orientare le scelte infrastrutturali e urbane.
Il riuso e la rigenerazione degli spazi disponibili si configurano come occasioni per realizzare nuove infrastrutture e servizi di mobilità a scala locale, mentre i grandi interventi in ottica TOD lungo la rete del ferro interpretano
il ruolo di Roma come cerniera tra area urbana, metropolitana, regionale e interregionale. Il combinato disposto di queste strategie consente a Roma di compiere un salto qualitativo nella propria capacità di connessione interna ed esterna, valorizzando gli investimenti infrastrutturali in corso e futuri.
Roma diventa così una città più continua, che avvicina i suoi quartieri e rende la mobilità uno strumento strutturante per un nuovo sviluppo urbano.