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Studio di accessibilità all’Aeroporto Milano Malpensa

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Una metodologia innovativa a supporto delle decisioni strategiche.

L’accessibilità aerea costituisce un fattore essenziale per lo sviluppo di una qualsiasi economia avanzata: il processo di globalizzazione ha esteso a gran parte del mondo il contesto sociale ed economico con il quale è necessario mantenere contatti stabili e significativi. L’accessibilità aerea di uno scalo aeroportuale si lega imprescindibilmente a quella landside, che rappresenta – allo stesso tempo – un elemento determinante per le sue prospettive di sviluppo.
Da questo punto di vista, la realizzazione di interventi infrastrutturali che si muovano nella direzione di garantire una migliore accessibilità agli aeroporti e il rafforzamento di scali che insistono su bacini di traffico ampi e consolidati rappresentano un elemento che genera benefici al sistema, determinando una significativa crescita del traffico sia per i passeggeri, sia per le merci.
In altre parole, l’accessibilità landside rappresenta un elemento abilitante allo sviluppo di ogni scalo e alla crescita della sua accessibilità aerea.

Obiettivo generale dello studio sviluppato da NET Engineering e dal Politecnico di Milano per l’aeroporto di Milano Malpensa è stato realizzare uno strumento di supporto alle decisioni per valutare l’impatto che gli interventi sulla rete stradale portante possono avere sull’accessibilità dello scalo di Malpensa, rispetto a quella degli scali aeroportuali considerati competitors e rispetto ai tre segmenti di domanda: passeggeri lunga distanza, passeggeri media-breve distanza e merci. Lo strumento costituisce, quindi, una formidabile base dati per analisi puntali rispetto all’impatto che la realizzazione della singola opera infrastrutturale, o il suo adeguamento funzionale, può indurre sull’accessibilità, nel contesto di un’area di studio relativa all‘Italia settentrionale, alla Francia meridionale e alla Svizzera.
Lo studio affronta il tema secondo tre orizzonti temporali: 2025, 2030 e 2035, rispetto ai quali è stata stimata l’evoluzione della domanda di spostamento, correlata anche all’incremento della capacità dell’aeroporto.

Una metodologia innovativa

La metodologia innovativa che ha caratterizzato il progetto è stata sviluppata con il coordinamento scientifico del Politecnico di Milano, applicando algoritmi evoluti di stima dell’accessibilità attiva e passiva sulla base di indicatori socio-economici e di prestazione della rete, con riferimento a una zonizzazione di estremo dettaglio. Con specifico riferimento all’individuazione del contesto di riferimento e alla sua caratterizzazione, lo sviluppo delle analisi è stato articolato in tre fasi:

Identificazione dell’area di studio
Con un’estensione utile a circoscrivere gli scali aeroportuali di interesse (aeroporti di Bergamo, Bologna, Brescia, Ginevra, Genova, Milano Linate, Nizza, Torino, Venezia, Verona, Zurigo) e a rappresentare correttamente i fenomeni di mobilità oggetto di studio.
Analisi del quadro programmatico
Costituisce l’elemento di riferimento per l’articolazione degli scenari secondo orizzonti temporali e tipologia di intervento in termini di conformazione, maturità del progetto, finanziamento, etc.
Definizione degli interventi rilevanti
Selezione delle sole modifiche alla rete stradale attuale che, in base a criteri di prossimità, livello gerarchico della strada interessata e livello di finanziamento raggiunto, possono avere impatti effettivamente rilevanti sugli indicatori di accessibilità oggetto dello studio.

Il progetto ha visto quindi NET Engineering affiancare la committenza nel delicato processo di stakeholder engagement. Il dialogo con le Amministrazioni comunali e regionali, la raccolta, lo studio e la comprensione delle loro perplessità, l’individuazione di una risposta e di una risoluzione a tali problematiche, e una costante condivisione delle scelte e degli sviluppi progettuali ha portato alla definizione di uno specifico approccio di gestione e management del progetto particolarmente apprezzato tanto dal cliente, quanto dagli altri interlocutori coinvolti.

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Il Centro di Mobilità di Bressanone
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