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Rigenerazione ambientale delle frange urbane a Massafra

Poster

Alle porte della città invisibile

Concorso internazionale di idee – promosso dall’Unione dei Comuni Crispiano, Massafra e Statte – per la rigenerazione delle frange urbane a Massafra. NET ha presentato una proposta “fuori concorso” nella quale si immagina di ricostruire il valore immateriale del luogo, ricucendo le infrastrutture verdi e blu dalle gravine alla piana, e supportando la creazione di un grande parco con operators capaci di attrarre usi e attività.
La proposta di NET ha ricevuto la Menzione d’Onore.

Il progetto nasce prima da un racconto che da un disegno. Massafra viene letta come una città “doppia”, definita dal rapporto tra ciò che è visibile e ciò che è nascosto: l’altipiano e le gravine, la superficie e l’acqua sotterranea, la città costruita e quella naturale. Questo approccio narrativo non è solo uno strumento comunicativo, ma diventa un vero e proprio metodo di lettura del territorio e di orientamento del progetto. Ne deriva una visione in cui paesaggio, memoria e trasformazione si sovrappongono e si influenzano reciprocamente.

Concept urbano e visione progettuale

Il progetto si fonda sull’idea che la città non sia un oggetto concluso, ma un organismo in evoluzione, capace di svilupparsi per fasi e adattamenti. In questo senso, la proposta si configura come una strategia aperta, che interviene in modo puntuale e progressivo sul tessuto urbano esistente, utilizzando una logica di infill che permette di agire nei vuoti e nelle discontinuità senza imporre una forma predefinita.

L’approccio progettuale si fonda sull’analisi della morfogenesi del territorio, con particolare attenzione al ruolo dell’acqua e alla struttura delle gravine, elementi che hanno storicamente definito l’identità della città.

Il progetto considera quindi ecosistema naturale e sistema antropico come parti inscindibili, costruendo una rete di relazioni tra la città storica, quella contemporanea e le infrastrutture lineari.

Il masterplan si struttura in tre ambiti principali, che rappresentano diverse interpretazioni del rapporto tra natura e città.

Il Parco delle gravine si configura come un ampio sistema ecologico e paesaggistico, orientato alla rinaturalizzazione e alla riduzione del rischio idrogeologico, oltre che alla creazione di spazi pubblici accessibili e connessi.

Gli orti storici reintroducono la dimensione agricola all’interno della città, promuovendo processi di rigenerazione sociale ed economica basati su colture tradizionali, attività didattiche e filiere locali.

Le terrazze, infine, agiscono come dispositivo di connessione tra i diversi livelli urbani, configurandosi non come un singolo elemento architettonico, ma come una “porta diffusa” capace di articolare e rendere permeabile l’accesso alla città.

Book scrittografico

Masterplan, mobilità e spazio pubblico

Un ruolo centrale è attribuito alla sostenibilità ambientale, affrontata attraverso strategie integrate di gestione delle acque, riduzione dell’effetto isola di calore e incremento della biodiversità. Il progetto prevede l’adozione di soluzioni basate sulla natura, come rain garden, bioswales e sistemi drenanti, che contribuiscono sia alla resilienza climatica sia alla qualità paesaggistica degli spazi. Parallelamente, viene promossa la realizzazione di una comunità energetica e l’utilizzo di materiali locali e tecniche costruttive sostenibili

La mobilità è ridefinita secondo un modello orientato alla “città dei 15 minuti”, privilegiando la mobilità dolce e la connessione ciclopedonale tra i diversi ambiti del progetto e il territorio circostante.

L’ex via Appia viene trasformata in un’infrastruttura urbana e paesaggistica, capace di integrare traffico locale, trasporto pubblico e percorsi lenti in un sistema coerente e gerarchizzato.

Il progetto introduce la costruzione di un “museo diffuso” che valorizza la memoria dei luoghi e guida l’esperienza urbana tramite sistemi di wayfinding e narrazione.

La componente materiale del progetto – percorsi, spazi pubblici, materiali – è strettamente connessa a questa dimensione, contribuendo a costruire un paesaggio riconoscibile e identitario.

Infine, la proposta si distingue per l’attenzione alla fattibilità e alla gestione nel tempo, articolando l’intervento in fasi indipendenti e integrando modelli di partenariato tra pubblico e privato.

Questa flessibilità consente al progetto di adattarsi alle condizioni reali di attuazione, garantendo la continuità della visione complessiva pur attraverso interventi progressivi e modulabili.

Il progetto si configura come un dispositivo capace di attivare processi urbani e territoriali piuttosto che definire una forma conclusa, ponendosi come strumento per far emergere e valorizzare l’identità profonda di Massafra, tra natura, memoria e trasformazione contemporanea.

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