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Riqualificazione Cavalcaferrovia Golfo Aranci

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Mobilità, architettura e paesaggio per riconnettere il porto e la città

Un viadotto da tempo chiuso al traffico. Un contesto recentemente riqualificato. L’opportunità di migliorare la viabilità dell’area.

È da questi presupposti che nasce l’Analisi preliminare propedeutica al DOCFAP redatta da NET Engineering per RFI e relativa all’area ferroviaria a ridosso del Porto di Golfo Aranci, Sardegna.

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Obiettivo dell’intervento è la risoluzione della viabilità del viadotto – attualmente chiuso al traffico – che collega la destra e la sinistra ferroviaria.

Lo studio sviluppato ne analizza la fattibilità dal punto di vista viario e prevede il restyling architettonico del ponte, al fine di inserirlo all’intero del più ampio processo di riqualificazione urbana che ha recentemente interessato Golfo Aranci. Dal punto di vista dello studio di traffico e della mobilità, sono state identificate le

soluzioni che consentono un accesso semplice e sicuro al viadotto, con attenzionealla circolazione non solo di automobili e motocicli, ma anche di mezzi pesanti in uscita dal porto.

Il riassetto viabilistico proposto prevede, inoltre, la soppressione di un passaggio a livello a ridosso dell’area e la conseguente realizzazione di un sottopasso ciclopedonale.

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Dal punto di vista architettonico, sono state ideate tre alternative progettuali per il restyling del ponte, dalle quali è nata la soluzione presentata in fase finale.

Entrambe le varianti sviluppate sono state pensate per richiamare nel disegno del rivestimento del viadotto l’ambiente nel quale è inserito: un panorama marittimo da un lato, e le montagne dall’altro.

Il materiale di rivestimento scelto prevede pannelli in lamiera stirata e corten, che assumono una geometria ondulata asimmetrica e tridimensionale nella prima variante, e un profilo “più pulito” ondulato solo nella parte superiore –

rinunciando all’effetto tridimensionale – nella seconda.

Un’illuminazione scenica, in linea con le normative, accresce il livello di sicurezza percepita per pedoni e ciclisti nei percorsi sottostanti il ponte, incrementando allo stesso tempo l’impatto estetico del viadotto all’interno del contesto.

Dal punto di vista ambientale, il progetto prevede una selezione di piante e specie arbustive autoctone che rendono l’infrastruttura completamente inserita nel panorama.

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