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I Bus Rapid Transit (BRT) di Bologna e Firenze

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Mobilità sostenibile nelle aree metropolitane.

Il Bus Rapid Transit (BRT) è la soluzione più efficiente in termini di costi per il trasporto pubblico ad alta capacità. Include una grande varietà di soluzioni accomunate dalla presenza di un corridoio stradale infrastrutturato su cui circolano bus in grado di fornire un servizio ad alta frequenza e più rapido rispetto ai sistemi tradizionali di trasporto su gomma.
L’obiettivo del BRT è avvicinare le prestazioni del servizio a quelle dei sistemi a guida vincolata, pur mantenendo i costi dei sistemi basati su veicoli stradali.

 

 

Bologna planimetria dei 2 tracciatiai

Il BRT di Bologna

A metà del 2020 la Città Metropolitana di Bologna ha affidato a NET Engineering la redazione dei Progetti di Fattibilità Tecnico Economica di due linee BRT (Metrobus) in ambito suburbano, sulle direttrici “San Donato” (Bologna-Baricella) e “San Vitale” (Bologna-Medicina). L’obiettivo dei progetti era la realizzazione di servizi di trasporto pubblico che potessero potenziare l’accessibilità di due ambiti territoriali posti lungo direttrici attualmente non servite da sistemi di trasporto rapido di massa, garantendone il collegamento con il capoluogo metropolitano, accrescendone l’attrattività e la competitività e contrastando i fenomeni sperequativi connessi alla sotto dotazione di servizi.

I numeri del progetto

i mezzi numeri_Tavola disegno 1

I progetti si inseriscono nel contesto degli interventi stabiliti dal Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) di Bologna Metropolitana.

Nell’accezione corrente, la sostenibilità di un progetto viene valutata non solo in base ai temi ambientali, ma anche a quelli economici e finanziari, di capacità di condivisione con gli stakeholders, di integrazione con la rete di servizi e infrastrutture esistente, di informazione all’utenza (MaaS), di tecnologia (smartness), di esperienza manutentiva e gestionale.
In tal senso, per i PFTE delle linee di Bus Rapid Transit è stato adottato un processo progettuale di sistema che ha tenuto conto di tutti gli elementi e delle reciproche interrelazioni che influenzano le scelte progettuali strategiche e operative. Sotto il profilo metodologico, tale processo progettuale ha previsto:

Studio dell’ambito territoriale, trasportistico e urbanistico attuale

Fondamentale per l’integrazione del progetto nel contesto e l’individuazione di eventuali vincoli.

Individuazione dei fabbisogni di servizi di trasporto

Della cosiddetta unmet demand (domanda insoddisfatta), valutati sulla base di una analisi quali-quantitativa del contesto urbanistico, socioeconomico e trasportistico e di una analisi quantitativa della domanda di spostamento nelle sue caratteristiche spaziali, temporali, modali.

Analisi delle possibili alternative progettuali

In termini di modalità, tecnologia, livello di infrastrutturazione, opportunità di integrazione, semplificazione della manutenzione e gestione.

Definizione del modello di esercizio

Servizio di trasporto che meglio risponde ai fabbisogni individuati, in termini di capacità, disponibilità, tracciato e velocità.

Le scelte progettuali compiute hanno, dunque, portato al disegno di servizi di BRT che risultano essere particolarmente innovativi non solo perché sono i primi esempi in Italia di sistema di Bus Rapid Transit studiati per collegare un centro metropolitano ad aree suburbane ed extraurbane, ma anche perché rispettano diverse caratteristiche che li rendono sostenibili sotto molteplici punti di vista, tra cui l’alimentazione, esclusivamente elettrica.

La valutazione dell’efficacia delle diverse alternative progettuali ha supportato – dal punto di vista tecnologico – la realizzazione di un servizio di trasporto pubblico extraurbano esclusivamente con bus ad alimentazione elettrica,

spingendo i progettisti nella ricerca della soluzione ottimale per garantire l’autonomia di un mezzo elettrico lungo un tratto particolarmente esteso al di fuori dell’ambito cittadino.

La soluzione individuata nasce da un’analisi che tiene a mente non solo la realizzabilità tecnica, ma anche – come detto – la sostenibilità economica, la capacità di risposta alla domanda di trasporto, etc. Strumenti di simulazione di dettaglio hanno, poi, corroborato le scelte tecniche effettuate, con l’obiettivo di raffinare le analisi sia in termini di tempo di percorrenza e robustezza del modello di esercizio, sia di impatti sulla mobilità veicolare.

Il BRT di Firenze

La proposta di Bus Rapid Transit elaborata da NET Engineering per la Città Metropolitana di Firenze è sviluppata nell’ottica di convertire l’impianto metodologico, strategico e analitico contenuto nel PUMS in un servizio di trasporto extraurbano coerente con i fabbisogni del territorio, efficace in termini di offerta, resiliente in quanto in grado di rispondere a cambiamenti anche repentini del contesto di riferimento ed efficiente in relazione ai costi dell’iniziativa, anche in considerazione dei numerosi vincoli che l’area interessata dal progetto presenta.

Il progetto – che prevede la realizzazione di due linee: la Poggibonsi – Osmannoro, poi estesa fino al capolinea di Guidoni, e la Greve in Chianti – Firenze Rovezzano – costituisce un elemento di grande innovazione nel panorama in rapida trasformazione del trasporto pubblico, rappresentando una delle prime esperienze a livello internazionale di applicazione di bus elettrici su grandi distanze in contesti extraurbani morfologicamente complessi (ambiti collinari).

Il BRT intende, quindi, essere un tassello fondamentale del processo con cui la Città Metropolitana di Firenze applica la pianificazione della mobilità sostenibile come strumento per gestire i processi di trasformazione dell’area urbana e metropolitana, andando a indagare la risposta ai fabbisogni di domanda di mobilità in un’ottica di sostenibilità economica e finanziaria, a sostenere la condivisione delle iniziative tramite processi di public engagement, a enfatizzare l’integrazione con la rete esistente in termini di servizi, infrastrutture, modelli di business, informazione all’utenza (MaaS), tecnologia (Smartness), materiale rotabile, esperienza manutentiva e gestionale.

Volendo porsi come best practice nel panorama trasportistico nazionale, il progetto è stato sviluppato raggiungendo un importante e raffinato livello di dettaglio che comprende la configurazione delle vie di marcia, la connessione con la rete di adduzione, la posizione, lo schema e l’attrezzaggio delle fermate e dei parcheggi scambiatori, l’incremento di efficacia dei centri di mobilità, con l’obiettivo di rispondere in modo sempre più puntuale ai fabbisogni di domanda di mobilità, stimati ai diversi orizzonti temporali secondo un modello di trasporto multimodale che ha valutato l’efficacia delle alternative di progetto e ne ha supportato, secondo opportuni indicatori, la definizione dell’assetto finale.

PARCHEGGIO 1_Tavola disegno 1
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Immagine coordinata e public engagement

A partire dall’ampia conoscenza del contesto e dei dettagli progettuali, NET Engineering ha curato la comunicazione di progetto al fine di rispondere all’esigenza delle due committenze di disporre di un documento in grado di raccontare il progetto agli stakeholder.

Dopo aver analizzato lo stile di comunicazione adottato dai clienti sui temi della mobilità, è stata ideata un’immagine coordinata, che si è esplicitata nel disegno del logotipo, nella scelta dei colori dominanti, del font e dello stile visivo-narrativo che caratterizzerà tutto il materiale informativo.

Interpretando il lavoro dei progettisti e valorizzando le scelte del committente, per il Bus Rapid Transit della Città Metropolitana di Bologna è stato realizzato un prodotto in grado di guardare all’utenza finale e alle sue esigenze: il redesign degli elaborati, la selezione di render e di immagini, un’accurata riscrittura dei testi “più tecnici” hanno permesso di tradurre le informazioni che si intendeva veicolare in infografiche in grado di spiegare in modo efficace i percorsi, la dotazione di servizi alle fermate, il numero di corse, i dati del progetto, i tempi di realizzazione dell’opera, le ricadute positive sul territorio.

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NEXT PROJECT
Collegamento stradale tra la Tangenziale di Vicenza e la Zona Industriale di Arcugnano
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